Cloud Computing: decalogo per i neofiti della nuvola

Poteva sembrare una “moda” esplosa negli ultimi anni ed invece si è rivelata una vera e propria rivoluzione nel panorama dell’IT mondiale. Stiamo parlando del cloud computing decalogo, non una semplice tecnologia che permette di memorizzare, creare ed archiviare dati su hardware distribuiti in rete, ma un nuovo “modello” di lavoro applicabile tanto alla sfera privata quanto a quella aziendale.

E siccome ormai non si parla più di “se” passare al cloud, ma di “quando” passarvi, è bene che ci prepariamo tutti al saperci muovere al meglio in questo campo. A tal proposito abbiamo realizzato questo piccolo decalogo con cui anche chi non è avvezzo alla materia potrà iniziare a muovere i primi passi sulle nuvole.

Una giungla di servizi

Innanzitutto poniamo l’attenzione sul servizio da scegliere. Al momento esistono online migliaia di società che forniscono servizi cloud con le più disparate combinazioni di opzioni (dalle applicazioni ai virtual server etc.), ognuna delle quali propone ai suoi possibili clienti offerte più o meno vantaggiose, gratuite e non.

La prima valutazione da fare è studiare il rapporto tra il nostro utilizzo del cloud e il servizio che stiamo andando a scegliere. Nel caso di un’azienda appare scontata la preferenza di un servizio cloud completo facendo molta attenzione all’accordo sul livello del servizio, per far si che si abbia la proprietà dei dati archiviati presso il fornitore del servizio cloud prevenendo spiacevoli sorprese in caso di future noie legali.

Se al contrario le nostre esigenze sono puramente di archiviazione dati e praticità nel reperirli, beh, potremo rivolgerci alle moltitudini di servizi gratuiti presenti sul mercato in base all’offerta di spazio messa a disposizione dai gestori.

Orwell: 1984

Una delle maggiori paure che si affrontano approcciandosi al cloud è quella relativa alla domanda: “Dove vanno a finire i miei dati?”.

La risposta potrebbe sembrare banale “Da qualche parte su internet”, ma proprio questo fa si da dover considerare il fattore privacy come uno dei più importanti di cui tenere conto durante l’utilizzo di servizi di cloud computing. Il rischio di furti digitali di dati e informazioni è sempre dietro l’angolo, anche se l’attenzione alla sicurezza dei servizi cloud da parte delle compagnie fornitrici è sempre altissima, quindi bisogna avere molta cura nella valutazione delle condizioni di sicurezza in fase di scelta del cloud service.

Una buona misura preventiva da poter utilizzare è quella di salvare nativamente i nostri dati crittografandoli, in modo tale da renderli in parte inutilizzabili in caso di furto.

Cloud Pubblico, Ibrido o Privato?

Non esiste un solo cloud, ma diverse forme sono state create per soddisfare le diverse esigenze di servizi richieste dalle aziende.

In base alle proprie esigenze bisogna fare attenzione a quale forma scegliere, se quella privata (configurazione in cui i servizi vengono utilizzati all’interno della stessa organizzazione), quella pubblica (dati e applicazioni sono gestiti dai Cloud provider) o quella ibrida (possibilità di delegare alcuni dei servizi al fornitore del servizio per un certo periodo di tempo o in maniera permanente).

In definitiva queste sono le regole principali alle quali attenersi per poter muovere i primi passi nel mondo del cloud, ma ci permettiamo di darvi un ultimo consiglio: utilizzare servizi di cloud computing vuol dire risparmiare soldi, spazio e tempo nella propria attività, ma questo non deve assolutamente coincidere con il risparmiare soldi nella scelta del servizio da utilizzare.

Il Cloud Computing è innanzitutto investire nel futuro!

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