Destinazione Italia, tra e-commerce e banda larga

Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto Destinazione Italia che adesso è diventato legge. Molte sono le novità: dai tagli delle bollette, agli incentivi alla lettura, ma ci sono soprattutto agevolazioni e contributi per le PMI soprattutto per quanto riguarda Ricerca e Sviluppo, ma anche per l’implementazione dell digitalizzazione e per l’e-commerce.Destinazione Italia [fonte: morguefile.com]

Destinazione Italia, incentivi per le PMI

L’ex-decreto legge propone alcuni aiuti per le piccole e medio imprese: si parte dai mutui agevolati per l’avvio di nuove imprese a partecipazione giovanile (dai 29 ai 35 anni), o femminile; un credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo pari al 50% della spesa; un aumento di 22,5 milioni al “Fondo per la promozione degli scambi e l’internazionalizzazione delle imprese”, assieme ad una semplificazione di alcune operazioni per attirare alcune start-up innovative; le PMI potranno godere di alcune cartolarizzazioni sui mini-bond.

Voucher per la digitalizzazione

Per il digitale invece Destinazione Italia prevede dei Voucher fino a 10mila euro per un totale nazionale di massimo 100 milioni di euro, e serviranno per migliorare l’efficienza delle aziende attraverso lo sviluppo di soluzioni e-commerce, la connettività a banda larga e ultra-larga, e per la formazione nel campo delle ICT. È inoltre prevista una detrazione del 65% dell’imposta lorda, per le spese di cui si fanno carico le imprese, fino ad un valore massimo di 20mila euro per tutte le PMI e consorzi che fanno interventi per reti fisse e mobili dai 30 Megabyte a salire.

Lavori per la banda larga

Destinazione Italia inoltre punta ad allargare il Regolamento Scavi dello scorso ottobre, alleggerendo la burocrazia per l’approvazione di lavori per i permessi per l’installazione di impianti per la banda larga e ultralarga. È stato inoltre istituito un catasto per tutte le reti di accesso ad Internet, tramite un aggiornamento periodico.

Lo scopo del governo con questo decreto è quello di attenuare il gap delle aziende italiane, ancora troppo indietro per quanto riguarda l’e-commerce e la presenza sul web. Resta adesso da capire se questi provvedimenti risulteranno adeguati ad un’economia che è in continua mutazione.

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