Milano Fashion Week: la sostenibilità in passerella

Si è conclusa la kemesse della moda Milano Fashion Week primavera/estate 2016 (dal 24 al 29 Febbraio). Per la prima volta la Camera di Moda è riuscita a far presenziare all’evento anche il Premier Renzi all’inaugurazione, e l’ultima serata sarà dedicata ad una tematica molto importante: la sostenibilità. Saranno presentate le “Linee Guida sui requisiti eco-tossicologici per gli articoli di abbigliamento, pelletteria, calzature e accessori” sviluppate in collaborazione con Sistema Moda Italia, Federchimica, Associazione Tessile e Salute e Altagamma.

Milano Fashion WeekPerché la sostenibilità?

Il documento, risultato di una lunga ricerca, fa da trampolino di lancio per le strategie consigliate per la sostenibilità, tra queste: Commercio Equo, materiali prodotti a condizioni lavorative etiche e giuste; prodotti fatti a mano, dove il lavoro artigianale prevale su quello delle macchine; prodotti biologici, cioè materiali prodotti senza sostanze chimiche; materiali riciclati, tessuti e altri materiali riutilizzati e riciclati; prodotti integrati verticalmente: tutti i materiali sono prodotti nella stessa regione dello stesso paese.

Chi ha scelto la sostenibilità?

Tra 17 giovani emergenti al Fashion Hub Market in Piazza Gae Aulenti, si è distinta l’idea di Flavia La Rocca con i suoi vestiti modulari. La particolarità non sta solo nel riassemblare vari articoli creando diversi outif (maglia+pantalone o maglia+gonna), ma sta soprattutto nell’aver realizzato i capi con materiali riciclati e naturali.
La stessa Flavia spiega la sua idea: “Si riduce lo spreco di acqua, energia e materie prime, tenendo presente l’importanza di proteggere il nostro pianeta”. La produzione è stata interamente realizzata in Italia, al fine di tagliare le emissioni di CO2 e limitare l’impatto ambientale dei trasporti. I pezzi sono realizzati in tessuti riciclati, naturali e rigenerati. Sono stati utilizzati 100% tessuti naturali come cotone o seta; poliestere riciclato trattato 100% o in mischia con cotone. La particolarità sta in quest’ultimo materiale: le bottiglie di plastica sono state convertite in un filo ad alte prestazioni sia dal punto di vista estetico e funzionale e sostenibile. In questo modo è consentito il salvataggio del 60% di energia, 32% di emissioni di CO2, e il 94% di acqua; cardato rigenerato (Co2 neutro): il primo prodotto tessile al mondo certificato “emissioni zero” in quanto è realizzato con lana riciclata dal distretto di Prato, limitando l’impatto sull’ambiente. I filati sono prodotti con fibre vergini, ma anche fibre di riutilizzo ottenute dal riciclo di vecchi abiti o maglie, e ritagli di nuovi tessuti utilizzati nel settore dell’abbigliamento. La caratteristica importante di questo processo è che può utilizzare fibre corte e lunghezze diverse, in miscele di composizione più variabile.

Da non dimenticare anche Stella McCartney (produttrice di scarpe, borse e portafogli) che da sempre si definisce “un’azienda vegetariana impegnata ad agire in modo responsabile, onesto e moderno”. Da sempre utilizza cotone biologico associato all’energia eolica e all’assenza di PVC. Non sono utilizzate pelle, pellami, piume o pelliccia; in alternativa pelli vegetali (es. Eco Alter Nappa) e tessuti riciclati.

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