Salone Franchising Milano 2016: come fare attenzione ai franchising pirata

Dal 3 al 5 novembre 2016 RDS & Company con FieraMilano organizzano la 31esima edizione del Salone Franchising Milano 2016. L’evento, con cadenza annuale, è una fiera professionale orientata a supportare l’incontro tra franchisor, franchisee e potenziali franchisee. Ogni anno conta circa 15.000 visitatori, 200 espositori del commercio, della ristorazione e dei servizi, tutti focalizzati a partecipare ad incontri, formazione e conferenze.

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Centro Studi del Salone Franchising Milano: come orientarsi?

salone-franchising-milano-2016“Aprire un negozio in franchising è meno azzardato di un negozio tradizionale”– è ciò che conferma il prospetto presentato dal Centro Studi del SFM. Infatti, secondo il Centro Studi, i negozi in franchising hanno un tasso di mortalità del 33% in meno rispetto ai negozi tradizionali (dati di riferimento al periodo 2011-2014 da Unioncamere, Confimprese, Assofranchising). La percentuale intende spiegare che la scelta di aprire un punto vendita in franchising è legata a minori rischi di fallire, in quanto si entra a far parte di una rete commerciale sicura che fornisce prodotti, il know how, la formazione ed il marketing, oltre al vantaggio di avere una bassa quota di capitale necessaria per l’apertura del negozio.

“La realtà del franchising è sempre più forte” è il secondo punto presentato dal Centro Studi, secondo cui ad oggi più di mezzo milione di italiani si stanno avvicinando alla realtà del franchising, attraverso i web specializzati o fiere come il Salone Franchising Milano. Siccome il numero aumenta sempre di più, quest’anno il Centro Studi ha ben pensato di dare consigli a chi si sta avvicinando al mondo del franchising, anche per tenere gli occhi aperti sui franchising pirata.

Franchising pirata

I franchising pirata sono le imprese che affiliano nuovi franchisee con i cosiddetti “contratti capestro”, affibbiando loro la propria merce invenduta a prezzi modici quando poi in realtà il franchisee si ritrova a pagare i prodotti che gli resteranno sul groppone. Un’altra tipologia di franchising pirata è legata alle imprese che lanciano sistemi di franchising senza averli testati. Senza una struttura organizzativa ed un piano di business inadeguato, alcune aziende si spacciano per franchising solo per far pagare una quota di ingresso all’affiliato per poi sparire, lasciando il franchisee anche senza merce.

Come evitare le truffe dei franchising pirata

Il Centro Studi SFM ha elaborato un e-book su come entrare nel mondo del franchising senza correre rischi, che sarà presentato il 4 novembre 2016 nella Franchising School del 31° Salone Franchising Milano. In anteprima vi riassumiamo le 5 regole fondamentali riportate nell’e-book:

  1. Affidabilità e reputazione dell’impresa franchisor: informarsi della notorietà e serietà dell’azienda, quindi consultare i relativi bilanci, la struttura organizzativa, i programmi di formazione per l’affiliato, il marketing aziendale e le competenze. Un consiglio? Visitare più negozi affiliati e confrontarsi direttamente con altri franchisee prima di compiere il passo successivo;
  2. Pensare ad un Business Plan, cioè assicurarsi che il franchisor presenti uno studio di fattibilità sulla zona scelta per aprire il negozio (se c’è esclusività di zona), e nello stesso tempo assicurarsi di avere un proprio capitale economico alle spalle cautamente sopportabile;
  3. La convenienza del contratto: è consigliabile un contratto chiaro che specifichi l’ammontare dell’investimento iniziale e del diritto d’ingresso, l’importo ed il pagamento delle royalties e con una durata minima di 3 anni, considerati adeguati per recuperare gli investimenti;
  4. Accertarsi che si metta in atto la Legge franchising (L. 129/2004): il franchisee ha per diritto 30 giorni per sottoscrivere il contratto, può visionare il bilancio degli ultimi 3 anni del franchisor, ha il diritto di richiedere la visione della descrizione del marchio registrato e la lista degli affiliati esistenti;
  5. Non essere soli, cioè è importante consultarsi sempre con un commercialista, un avvocato o un esperto delle associazioni di categoria prima di firmare un contratto.

Visita il sito web dell’evento per maggiori informazioni.

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