
Come aprire un temporary shop o un pop-up store
di Francesco Ferrara
20 gennaio 2022, 5 minuti di lettura

Forse ne hai già sentito parlare o forse è la prima volta che ti trovi di fronte a questa parola, ma i temporary shop sono ormai diventati una realtà sempre più consolidata nel mondo del fashion retail.
Ma cosa sono esattamente?
Si tratta di un modo nuovo di fare business, importato nel nostro Paese da Stati Uniti e Gran Bretagna, che consiste nell’apertura di negozi temporanei, normalmente per un periodo che va da un giorno a 6 mesi al massimo, allo scopo di pubblicizzare marchi o prodotti, testarne il loro gradimento al pubblico ma anche fare lead generation e crearsi una base di potenziali clienti da convertire.
Nonostante siano piccoli e transitori, questi punti vendita hanno il potere di attirare l’attenzione dei consumatori, incuriositi da una modalità di acquisto che interrompe la solita routine dello shopping in negozio.
Solitamente, i temporary shop compaiono nelle zone più frequentate e centrali delle città e propongono capi in edizione limitata o a prezzo scontato, rappresentando per il consumatore un’occasione imperdibile.
Quella dei negozi a tempo è, a tutti gli effetti, una strategia di marketing che, attraverso la creazione di un evento effimero, veicola un messaggio che dura nel tempo e, soprattutto, nella mente del potenziale cliente, facendogli ricordare quel brand o prodotto.
Ai temporary shop ricorrono soprattutto le grandi aziende, anche se la loro apertura può essere fatta da qualsiasi attività commerciale, visto che spesso questi negozi si auto-finanziano tramite le vendite e garantiscono un forte abbattimento dei costi fissi rispetto ai “normali” punti vendita.
Il temporary shop, oltre al fashion retail, è adatto per tanti altri settori, tuttavia è importante seguire 5 semplici regole riguardo la loro apertura.
Collocazione
Alla domanda su dove posizionare il proprio temporary shop, la risposta più semplice è anche la più corretta, cioè in un luogo con elevato traffico pedonale, magari dove si svolgono eventi particolari quali manifestazioni sportive, fiere, raduni, ecc.
Meglio se di fianco ti trovi attività che trattano i tuoi stessi prodotti o si rivolgono al medesimo target perché potresti sfruttare gratuitamente i loro visitatori per catturare qualche potenziale cliente.
Clientela
Chi frequenta i temporary shop di solito appartiene ad una fascia economica medio/alta; pertanto, cerca di offrire loro prodotti originali e di qualità, senza tralasciare la propria esperienza d’acquisto creando uno store innovativo, seducente, accattivante, con forme e colori che rapiscano l’attenzione.
Crea attesa
Essendo ben visti dal pubblico e capaci di incuriosire, i temporary shop sono un’enorme occasione da sfruttare per generare vendite e guadagni. Per far sì che tutto ciò diventi realtà, realizza una campagna di comunicazione capace di generare attesa prima dell’apertura, coinvolgendo quanta più gente è possibile puntando proprio sulla particolarità dell’avvenimento.
Inaugurazione
Crea un grande evento per il giorno dell’inaugurazione, offri ai potenziali clienti uno spettacolo di animazione, senza trascurare ciò che più gli interessa e cioè l’acquisto. Presenta loro coupon o sconti particolari, dei quali potranno usufruire in quel giorno.
A tal proposito ti invitiamo a leggere le nostre due guide: come organizzare eventi in negozio e come inaugurare un negozio.
Scarsità e Pubblicità
Ciò che determina il successo di un temporary shop è concedere al cliente l’occasione di acquistare qualcosa per un tempo limitato o a condizioni vantaggiose. Dunque è fondamentale trasmettere al consumatore il senso di scarsità dell’offerta scatenando in lui la necessità di affrettarsi ad acquistare.
In tal senso, gli strumenti migliori che hai a tua disposizione per farlo sono i mezzi di comunicazione moderni e tradizionali: social network, internet, sito web e, naturalmente, i giornali e la cartellonistica.
Temporary shop senza partita IVA: come funziona?
Il temporary shop presenta un altro grande vantaggio: può essere lanciato senza necessariamente aprire la partita IVA. Un’opzione particolarmente interessante se vuoi lanciare un’attività in dropshipping, così da ridurre ulteriormente le spese almeno all’inizio.
Non è previsto l’obbligo della partita IVA, a patto però che l’attività sia aperta per un periodo massimo di 30 giorni nell’arco di 365. Una soluzione del genere è molto apprezzata dai brand di moda, che possono testare l’apprezzamento dei clienti verso determinati prodotti. Oppure è l’occasione ideale per nuovi marchi di farsi conoscere e, se le cose dovessero andar bene, aprire un e-commerce a tutti gli effetti.
Oppure si può utilizzare il temporary shop per sfruttare l’effetto scarsità, vendendo così i prodotti in eccesso e svuotando il magazzino per fare spazio alla nuova merce in arrivo.
Una volta che il temporary shop ha esaurito il suo ciclo vitale, puoi decidere se chiuderlo o se tenerlo attivo, ma in tal caso dovrai aprire un e-commerce e sostenere i costi ad esso collegati. Potrai comunque svolgere entrambe le operazioni senza sostenere il peso del costo dell’IVA. Un vantaggio non da poco per chi sta per lanciare una nuova attività o vuole sondare l’apprezzamento del pubblico.
Foto anteprima: flickr.com/photos/25802865@N08/22911264715
Stila un budget
Qualunque progetto tu abbia in mente, devi stilare un business plan che tenga conto di tutto: strategie, obiettivi, vendite, marketing e soprattutto budget. E naturalmente un temporary shop non fa eccezione.
Fai una previsione di tutte le spese: dai costi degli affitti dei locali alle attrezzature, dagli arredamenti agli strumenti di sicurezza.
Considera che la tua attività online prosegue, quindi tieni traccia anche delle spese necessarie per il tuo e-commerce.
Individua la giusta location
C’è un’altra domanda fondamentale alla quale devi rispondere: dove sorgerà il tuo pop-up store? La risposta va ricercata nel tuo target di pubblico, che potrebbe avere preferenze relative all’ubicazione del punto vendita.
Altro nodo da sciogliere riguarda il tipo di spazio. Puoi realizzare un pop-up store in un centro commerciale, in centro città o anche in una zona periferica ma molto frequentata.
La scelta dipende anche dal budget a tua disposizione, che in ogni caso non va mai sforato altrimenti rischi di fare il passo più lungo della gamba.
L’iter burocratico
Per aprire un pop-up store devi essere in possesso di una partita IVA ed essere registrato al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Molto probabilmente questi step non sono necessari, in quanto già compiuti, se hai già un’azienda.
Quello di cui probabilmente hai bisogno è la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), che ti abilita alla vendita diretta di merci. Tuttavia la SCIA non è obbligatoria se il tuo negozio temporaneo funge da showroom, o se vendi i prodotti esclusivamente online.
Infine se il tuo pop-up store ha una durata inferiore ai 30 giorni è considerato occasionale, quindi non è soggetto al regime fiscale normale.
La logistica
Una volta sistemata la noiosa ma necessaria parte burocratica puoi dedicarti alla logistica. La prima cosa da fare, soprattutto se sei assorbito dalla tua attività online e non puoi essere presente costantemente, è assumere il giusto personale per accogliere i clienti.
Sicuramente è necessario sottoscrivere un’assicurazione contro il furto, gli incendi e qualsiasi altro imprevisto possa capitare nel punto vendita. Contatta subito i tuoi fornitori per avere merce disponibile e, se desideri usare musica per attirare clienti, richiedi una licenza alla SIAE.
Infine procurati un registratore di cassa e un terminale di pagamento per consentire ai clienti di effettuare gli acquisti secondo le metodologie che preferiscono.
Francesco Ferrara
Copywriter e giornalista pubblicista, mi occupo della stesura di articoli relativi al marketing ed alla gestione dei negozi e siti online per negozianti, argomenti sui quali ho maturato una lunga esperienza sul campo con corsi, ricerche e studi specifici.


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