Come affrontare il coronavirus nei negozi con coscienza e senso civico

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Come affrontare il coronavirus nei negoziL’emergenza Coronavirus sta provocando fortissimi disagi in Italia non solo da un punto di vista medico e sanitario, ma anche economico. Bar, ristoranti, negozi, cinema e teatri sono stati costretti a limitare fortemente le loro attività.

Se da una parte è necessario adottare comportamenti maturi e coscienziosi, dall’altra parte bisogna fornire alla clientela i servizi minimi indispensabili per la propria sussistenza economica e per far fronte alle spese collegate alla propria attività. Come affrontare il coronavirus nei negozi?

Non è una situazione facile ma bisogna comunque adeguarsi e cambiare il proprio stile di vita ed anche il “modus operandi” sul lavoro per preservare la propria salute, quella dei propri cari ed in generale quella nazionale. In un recente articolo abbiamo analizzato come fronteggiano l’emergenza coronavirus i grandi brand di moda, nei seguenti paragrafi ti fornisco alcuni consigli per svolgere la tua attività riducendo al minimo i contatti e quindi i rischi.

Come affrontare il coronavirus nei negozi: lo smart working

Una delle soluzioni più gettonate da uffici ed aziende è lo smart working, cioè il lavoro da casa che può essere adottato anche dai negozi. In tal caso le operazioni che si possono svolgere rientrano prevalentemente nel campo commerciale e fiscale.

Laddove possibile è preferibile evitare contatti con altre persone, quindi i dipendenti che si occupano della parte fiscale, della gestione degli ordini e del contatto con i fornitori possono tranquillamente svolgere questo lavoro da casa.

Devi fornire ai clienti ed ai fornitori la possibilità di contattare la tua azienda tramite email, numeri telefonici, social network e chat. In questo modo puoi continuare a far sentire la tua presenza in un momento difficile come questo, fornendo il tuo supporto entro i limiti del possibile nel rispetto delle normative governative a tutela della salute nazionale.

Come sfruttare Facebook Ads

Facebook ADS è un valido strumento per spingere la vendita dei tuoi articoli online e lo diventa ancora di più in un momento come questo. Ottenere traffico gratis su Facebook è sempre più complicato, perciò ricorrere alle sponsorizzazioni a pagamento per mostrare annunci relativi a prodotti e servizi è un ottimo modo per monetizzare.

Con le Facebook ADS è possibile raggiungere un target specifico di pubblico con determinate caratteristiche spingendo un apposito link con un’anteprima, un’immagine o un video rendendolo più accattivante.

LEGGI ANCHE: Facebook ADS: come creare e gestire una campagna

Consegne in zona

Se implementi la vendita online tramite Facebook ADS o tramite qualsiasi altro canale (e-commerce e sito web), devi organizzarti in modo tale da garantire la consegna in zona in tempi ragionevoli.

Prendi quindi accordi con una società di spedizione, racchiudendo un quantitativo ampio di prodotti da consegnare nella stessa zona. In questo modo il corriere dovrà uscire una o massimo due volte, completando le diverse consegne che distano poco l’una dall’altra nel giro di poco tempo.

Come comportarsi nei negozi?

Dopo aver affrontato l’aspetto tecnico, a questo punto possiamo concentrarci maggiormente sull’aspetto pratico del problema. Gestori e commessi come devono comportarsi nei negozi per affrontare l’emergenza coronavirus?

Innanzitutto bisogna seguire le norme igieniche dettate dal governo valide per tutti. Tra i commessi ed i clienti, ma tra gli stessi colleghi, è necessario mantenere almeno un metro di distanza per evitare il possibile contagio.

Pur essendo quasi introvabile, l’amuchina o qualsiasi soluzione alcolica dovrebbe essere a disposizione dei dipendenti. Dopo aver servito i clienti, o comunque dopo aver sistemato prodotti o riallestito vetrine, è necessario lavarsi le mani.

Alcuni servizi commerciali mettono a disposizione di tutti un dispenser di sapone, sarebbe un’accortezza molto apprezzata per la salute dei clienti e degli stessi dipendenti. Andrebbero lavate le mani anche dopo aver maneggiato i soldi che, a quanto pare, potrebbero essere vettori del virus. Una volta a casa bisogna lavare anche i vestiti che potrebbero a loro volta essere contagiati.

Gli accessi devono essere monitorati per gestire il flusso di personale non dipendente come fornitori, visitatori e clienti. Sarebbe opportuno limitare l’ingresso ad un numero non superiore a 4-5 persone. Alcune aziende ad esempio limitano fortemente l’ingresso ai fornitori, che devono entrare uno alla volta per evitare pericolosi assembramenti.

Eventualmente gli appuntamenti con fornitori e clienti possono essere presi anche telefonicamente o tramite email, rendendo molto più scorrevole il flusso di persone nel negozio. Tali indicazioni possono essere fornite sul sito web, sulla pagina Facebook o all’ingresso del negozio con una comunicazione visibile.

Autodichiarazione e stop ad eventi pubblici

Il personale esterno dovrebbe compilare una scheda per indicare tutti gli spostamenti in Italia ed in particolare nei comuni considerati a rischio, o all’estero soprattutto nelle aree interessate dal contagio.

Ovviamente bisogna sospendere tutti gli eventi pubblici già programmati in attesa di ulteriori comunicazioni. Sono misure drastiche ma necessarie per arginare il problema coronavirus che, se non viene stoppato in tempo, rischia di degenerare e prolungarsi ancora per tantissimi mesi.

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