Come licenziare un dipendente di un negozio di abbigliamento

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Vi sembrerà strano ma anche per licenziare un dipendente (nella fattispecie un commesso o una commessa) c’è un modo giusto e uno sbagliato per farlo. Il licenziamento è naturalmente soggetto a delle leggi.

Legge sulla rescissione del contratto

L’art. 2118 del codice civile dichiara che in Italia, sia il lavoratore che il datore di lavoro, possono terminare il contratto di lavoro, sia esso a tempo determinato o indeterminato, dando il giusto preavviso così che la controparte possa organizzarsi, cercare un lavoro nuovo o trovare un sostituto. Naturalmente però quando è un titolare di negozio a dover licenziare un dipendente è necessario che proceda nella maniera giusta per non incorrere a denunce e sanzioni. La prima cosa da chiarire quindi sono le diverse tipologie di licenziamento esistenti.

Licenziamento per giustificato motivo

Tra i motivi principali del licenziamento per giustificato motivo rientrano: una grave mancanza del lavoratore, furto, sottrazione di documenti e malattia falsa. In questo caso il datore di lavoro non è neppure tenuto a dare il preavviso di licenziamento e quest’ultimo avviene in tronco. Naturalmente il modo migliore per licenziare un dipendente per giusta causa è necessario comunicarlo per iscritto.

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo può dipendere da problemi aziendali o da una mancanza del lavoratore non molto grave, comportamenti sbagliati, superamento del periodo di prova o una mancanza di idoneità. Il licenziamento del dipendente va comunicato per iscritto e deve arrivare con un certo preavviso rispetto alla scadenza della collaborazione.

Licenziamento per motivi disciplinari

Per licenziare un dipendente per motivi disciplinari è necessario che nel negozio ci sia uno statuto e che il dipendente abbia effettuato un infrazione dello stesso. In questo caso il datore di lavoro deve far rilevare al dipendente per iscritto l’infrazione, il prima possibile e in modo circostanziato. Il lavoratore può difendersi entro cinque giorni ricorrendo al giudice ordinario oppure entro venti giorni tramite arbitrato.

Se invece si è di fronte ad un dipendente in prova per poterlo licenziare è sufficiente una lettera semplice.

Licenziamento senza giusta causa

ll grave problema quando si deve licenziare un dipendente è farlo in maniera legittima; esistono casi in cui il motivo non è valido, la tipologia di licenziamento è sbagliata o esiste una forma di razzismo dimostrabile.

In questi casi il lavoratore naturalmente può difendersi e il datore può essere costretto a reintegrarlo totalmente, in parte o addirittura può essere costretto al pagamento di un’indennità risarcitoria da un massimo di 24 mensilità ad un minimo di 12.

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