Come vendere online in Cina rispettando le normative

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In base al “Statistical Report on Internet Development in China” del 2017 sono ben 731 milioni gli utenti cinesi che navigano su Internet e si affidano all’ecommerce per i loro acquisti, soprattutto per i beni di lusso. Alla luce di questi numeri il mercato cinese risulta molto appetibile per i brand occidentali ed italiani. Per vendere online in Cina bisogna conoscere le normative e rispettare gli usi, i costumi e le leggi del paese.

Tutte le transazioni sia online che offline effettuate in Cina sono soggette a regole locali che bisogna rispettare per non incappare in errori o peggio ancora in sanzioni. Scopriamo come vendere online in Cina e quali sono le modalità migliori per espandere il proprio mercato.

Come vendere online in Cina: tre modalità per raggiungere i consumatori cinesi

Le imprese italiane per vendere prodotti in Cina hanno fondamentalmente tre strade: utilizzare siti con dominio .it, utilizzare siti con dominio .cn o sfruttare il cross-border ecommerce.

Utilizzare siti con dominio .it è la forma tradizionale di ecommerce per vendere ai consumatori cinesi tramite la propria piattaforma. In tal caso però i tempi di consegna sono notevolmente più lunghi ed il carico fiscale risulta maggiore.

In alternativa si possono usare siti con dominio .cn con server e magazzini localizzati in Cina. Questo sistema prevede però la presenza fisica nel paese cinese con l’apertura di una società e di magazzini in loco, oppure con un accordo di distribuzione con un partner cinese che si occupa a 360° della consegna e della promozione dei prodotti. Oltre ai problemi logistici è necessario un maggior controllo a distanza non sempre facile.

Il modello più vantaggioso è sicuramente il cross-border ecommerce, cioè una piattaforma web cinese localizzata in Cina in apposite aree chiamate “pilotfree trade zone”. In questo modo il venditore può aprire una vetrina online senza necessariamente avere una società in loco. Quando il consumatore cinese effettua un ordine il prodotto parte direttamente dalla “pilotfree trade zone”. Tutte le operazioni come lo sdoganamento ed il pagamento delle imposte avvengono telematicamente, tagliando i costi e riducendo notevolmente i tempi.

Rispettare usi e costumi

Oltre alle normative fiscali bisogna rispettare usi e costumi del paese cinese e soprattutto fare attenzione alla comunicazione ed all’aspetto promozionale. Ne sanno qualcosa i due stilisti Dolce e Gabbana che, in seguito ad uno spot ritenuto sessista e razzista nei confronti del popolo cinese, hanno subito una vera e propria campagna di boicottaggio dei loro prodotti. I social network e le piattaforme di messaggistica cinesi sono piuttosto diversi da quelli italiani, quindi è opportuno conoscere le reti più utilizzati dai consumatori ed evitare argomenti spinosi e sensibili.

Fonte foto: pixabay

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