“Fashioned from Nature”: la sostenibilità nel mondo della moda dal ‘600 ad oggi

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Il 21 aprile 2018 apre il sipario sul “Fashioned from Nature”, uno degli appuntamenti più attesi di tutto l’anno. La mostra, che sarà aperta fino al 27 novembre 2019, si terrà al “Victoria & Albert Museum” di Londra. L’obiettivo principale di questo evento è evidenziare il ruolo della natura nella creazione di abiti di moda. É un viaggio nella storia che ripercorre a ritroso gli ultimi 400 anni, con un focus particolare sull’ecosostenibilità nel mondo della moda. L’eccessivo consumo di fibre artificiali e la penuria di materie prime, che hanno un impatto inevitabilmente negativo sull’ambiente circostante, hanno spinto i più grandi marchi di moda a pensare ad una produzione più “eco-friendly” e “cruelty free”.

“Fashion from Nature”: le creazioni ecosostenibili più interessanti

La rassegna di moda ripercorre tutti gli abiti più creativi ed originali, che sono stati realizzati rispettando la natura. Saranno esposti oltre 300 oggetti, in un excursus storico che ripercorre le varie tappe del mondo della moda e del design. Si parte dai tessuti floreali finemente decorati del ‘600, per arrivare alle collezioni dei più importanti fashion designer dei giorni nostri.

Tra gli abiti in mostra più innovativi c’è il vestito realizzato da Calvin Klein con bottiglie di plastica riciclata, ed indossato da Emma Watson nel corso del MET Gala del 2016. Tra le altre aziende presenti al “Fashion from Nature”, che hanno iscritto il loro nome nel registro dei produttori “eco-friendly”, spiccano Gucci, Stella McCartney, Armani e Vivienne Westwood.

Andando più indietro nel tempo, tra le creazioni più interessanti sono da segnalare un abito lungo da giorno realizzato in cotone e tessuto con stampa floreale (1825-1830); una gonna lunga svasata sul fondo (1890); una mantellina August Campo 1 (1895); lo smoking Richard James (1998).

Un’intera sezione della mostra è dedicata ai tessuti realizzati con i prodotti della terra. L’abito realizzato da Orange Fiber per Ferragamo, sarà esposto al V&A Museum nell’ambito della mostra in oggetto e fa parte della Ferragamo Orange Fiber Collection, la prima collezione moda realizzata da Ferragamo con il tessuto sostenibile, creato a partire dai sottoprodotti dell’industria di trasformazione agrumicola. 

Particolare interesse desta anche il progetto di Vegea, che ha realizzato la cosiddetta “pelle di vino”, un tessuto ricavato dalle bucce dell’uva.

L’artista olandese Diana Scherer presenterà il suo abito realizzato con le radici delle piante. Questa creazione, con il sapiente mix di terra, semi ed acqua rende i materiali simili ad un tessuto. Infine sono da segnalare l’abito bioluminescente in seta geneticamente modificata realizzato da Sputniko!, e la tunica ed i pantaloni realizzati in seta di ragno sintetica da Bolt Threads x Stella McCartney.

Qual è l’impatto della fabbricazione degli abiti sull’ambiente?

La gente potrebbe avere un’idea astratta dei danni provocati dalla massiccia fabbricazione di abiti sull’ambiente. Per dare un’immagine più concreta e sensibilizzare l’opinione pubblica, al “Fashion from Nature” verranno preparate due installazioni interattive realizzate dagli studenti del London College of Fashion. I visitatori avranno l’opportunità di toccare quasi con mano l’impatto negativo della fabbricazione e dello scarto degli abiti sulla natura. Sarà una “full immersion” nella moda del futuro, non prima però di aver gettato uno sguardo al passato tramite una sorta di viaggio nel tempo.

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