Gestione fiscale di un e-commerce: tutto quello che c’è da sapere

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Tempo di lettura articolo: 3 minuti

Gestione fiscale di un e-commerceSe hai intenzione di aprire uno store online, o lo vuoi affiancare ad un negozio fisico già esistente, devi capire come funziona la gestione fiscale di un e-commerce per fare tutto a norma di legge. Al di là delle questioni contabili, la gestione fiscale di un e-commerce può incidere in maniera significativa sul modello stesso di business.

A tal proposito ti consiglio di leggere il nostro articolo relativo alla contabilità del commercio elettronico, così da avere una panoramica più ampia. Nei seguenti paragrafi ti illustro gli aspetti principali della fiscalità di un e-commerce, con un occhio alle ultime novità.

Differenza tra e-commerce B2B e B2C

Esistono due tipologie di e-commerce: B2B e B2C. Nell’e-commerce B2B la vendita è rivolta ad un cliente business che acquista un prodotto o un servizio che sarà usato nell’ambito della sua attività professionale. Uno studio dentistico che acquista strumenti per la pulizia dentale è ad esempio un cliente business.

Nell’e-commerce B2C invece la vendita è rivolta ad un cliente consumatore, che acquista un bene o un servizio che sarà usato al di fuori della sua attività professionale.

La discriminante che indica la tipologia di acquisto è proprio l’utilizzo che se ne fa. Come distinguere un cliente business da un cliente consumatore? Il cliente business utilizza la partita IVA per poter successivamente scaricare l’acquisto ed ottenere una detrazione sulle tasse.

E-commerce diretto e indiretto: le differenze

Dalla fattura elettronica alla lotteria degli scontrini, negli ultimi anni sono cambiate molte cose relative alla fatturazione. Per quanto riguarda gli e-commerce, ci si chiede se c’è l’obbligo di emissione della fattura.

Prima di rispondere a questa domanda è necessario però fare un’altra distinzione tra e-commerce diretto e indiretto.

Si parla di e-commerce diretto quando l’acquisto viene effettuato completamente online, dall’ordine fino alla ricezione del bene. I video-corsi o i tutorial, fruiti dai clienti esclusivamente online, rientrano nell’e-commerce diretto.

Discorso diverso è quando il prodotto, dopo essere stato ordinato online, viene consegnato fisicamente tramite spedizione. Un capo d’abbigliamento o uno smartphone, ad esempio, devono essere necessariamente consegnati fisicamente. In questo caso di parla di e-commerce indiretto.

Gestione fiscale di un e-commerce: come funziona l’obbligo di fatturazione?

La distinzione tra e-commerce diretto o indiretto ci permette di introdurre il discorso relativo agli obblighi di fatturazione, che variano a seconda del business.

Ecco come funziona la fatturazione nell’e-commerce diretto:

  • l’emissione della fattura è obbligatoria nelle operazioni B2C se il cliente consumatore risiede al di fuori dell’Unione Europea;
  • l’emissione della fattura è sempre obbligatoria nelle operazioni B2B, indipendentemente che il cliente risieda all’interno o all’esterno dell’Unione Europea.

Nell’e-commerce diretto invece la fatturazione funziona in questo modo:

  • l’emissione della fattura è obbligatoria nelle operazioni B2C se i prodotti venduti non sono destinati all’Italia, ma a paesi dell’Unione Europea o extra UE;
  • l’emissione della fattura è sempre obbligatoria nelle operazioni B2B, indipendentemente dal luogo di destinazione del prodotto venduto.

L’e-commerce, diretto o indiretto, che effettua un’operazione B2C in Italia, ha l’obbligo di emissione della fattura solo se espressamente richiesta dal cliente.

Se il cliente B2C residente in Italia non richiede esplicitamente la fattura, l’e-commerce non è tenuto ad emetterla. Vige comunque l’obbligo di emissione di un documento fiscale.

Altro aspetto importante: nell’e-commerce indiretto la fattura va emessa senza l’applicazione dell’IVA, ma solo se la vendita è destinata a paesi non appartenenti all’UE. In questi casi è obbligatorio presentare alla dogana tutta la documentazione relativa all’esportazione dei prodotti, in modo da ottenere la documentazione necessaria dalla dogana di destinazione.

Per quanto riguarda la vendita nei paesi extra-UE, gli eventuali dazi e l’IVA del paese di destinazione sono a carico dell’acquirente B2C, a meno che non ci siano accordi diversi.

Come funziona l’applicazione dell’IVA?

Per quanto riguarda l’applicazione del’IVA, l’e-commerce indiretto è regolamentato dal DPR n. 633 del 1972.

Un e-commerce residente in Italia che effettua vendita nel territorio UE è soggetto all’applicazione dell’IVA italiana se, durante l’anno solare in corso e quello precedente, non è andato oltre i 100.000,00 euro di fatturato, o comunque oltre la soglia minima stabilita dal paese di destinazione dei prodotti.

In caso contrario, se dovesse essere superata una delle due soglie, il venditore è obbligato ad emettere la fattura con l’applicazione dell’IVA prevista dal paese di destinazione dei prodotti e registrarsi fiscalmente nello stesso paese.

LEGGI ANCHE: Come aprire partita IVA

Occhio alle novità

Sono in arrivo importanti novità a partire dal 1° luglio 2021, quando dovrebbero entrare in vigore le Direttive UE n. 2455/2017 e n. 1995/2019, che saranno recepite anche dall’Italia. Le direttive mirano a snellire e semplificare le operazioni e gli adempimenti richiesti agli e-commerce nelle operazioni internazionali.

Nello specifico per l’e-commerce indiretto è prevista una nuova soglia pari a 10.000,00, valida per tutti i paesi UE. Sopra questa soglia l’imposizione avverrà nello Stato di destinazione dei beni, con relativa applicazione dell’IVA in vigore nel paese di destinazione. Dovrebbero essere poi abolite le attuali soglie previste da ogni Stato Membro.

Novità previste anche per i marketplace, che saranno maggiormente coinvolti per facilitare la cessione dei beni nell’attività di riscossione IVA.

Fonte foto: Pixabay

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