Green Carpet 2018, il premio per la moda etica e sostenibile

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Il 23 settembre alla Scala di Milano aprono i battenti del Green Carpet 2018, l’edizione giunta alla sua seconda edizione che può essere considerata l'”Oscar” della moda sostenibile. Intanto qualche giorno fa all’Hotel Cipriani di Venezia è stato svelato il premio per i vincitori dell’edizione Green Carpet 2018. Si tratta di una statuetta raffigurante una donna che tende la mano verso una mela avvolta da un’aura luminosa. Nel pieno rispetto della manifestazione la statuetta è stata realizzata con oro etico certificato. Alla cerimonia della presentazione del premio c’erano diversi vip e celebrity del calibro di Cate Blanchett, Salma Hayek, Stefania Rocca, Colin Firth ed altri ancora. Il futuro della moda è sempre più “green” e lo hanno capito anche le case di moda e le maison più importanti del settore.

Le principali novità del Green Carpet 2018

La battaglia per una moda sostenibile sta conquistando sempre più “adepti”, infatti al Teatro della Scala di Milano sono annunciate le presenze di numerosi vip e designer di fama internazionale. Per abbracciare tutti gli aspetti dell’ecosostenibilità che attraversano il mondo della moda saranno assegnati circa 15 premi per ogni settore. Ad accogliere gli ospiti ci sarà un tappeto ecologico realizzato con reti da pesca riciclate, così ampio da abbracciare l’intera piazza del teatro.

Il D Zero di Matteo Marzotto è uno dei progetti “green” più interessanti che sarà presentato ufficialmente durante la settimana della moda di Milano. Sono capi in denim ecologico realizzati utilizzando poca acqua per il finissaggio grazie all’impiego di una sostanza estratta dal carapace dei crostacei. Saranno presenti altri brand di caratura mondiale come Versace, Ferragamo, Valentino, Ermenegildo Zegna, Bottega Verde, Gucci, Prada, Armani ed anche tanti giovani design che si affacciano al mondo della moda.

Una moda ecocompatibile a 360 gradi

L’ecocompatibilità non deve essere applicata solo alla moda intesa come produzione finale, ma a tutta la filiera produttiva. Il digitale ad esempio può essere un valido alleato fornendo la raccolta di dati sui clienti finali per favorire una produzione più mirata e ridurre l’invenduto. La tracciabilità con i chip inoltre permetterà di controllare e monitorare l’intero processo produttivo per verificare l’effettiva sostenibilità. Un protocollo “green” esiste anche per i negozi, non solo di moda, per verificarne il livello di ecosostenibilità ed ecocompatibilità. Secondo tale protocollo non solo i vestiti, ma anche i negozi devono essere eco-friendly. Ad esempio è consigliabile utilizzare materiale riutilizzabile o almeno riciclabile per le vetrine dei negozi che sono in costante allestimento.

Fonte foto: pixabay

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