Neuromarketing in vetrina: cos’è e come funziona

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Cosa spinge un potenziale cliente a fermarsi davanti ad una vetrina ed entrare nel negozio? L’allestimento e l’estetica dei prodotti indubbiamente hanno la loro importanza, ma è l’aspetto emotivo che colpisce l’attenzione del consumatore.

In tal senso il neuromarketing in vetrina è una tecnica di vendita molto potente, ma deve essere utilizzata in modo intelligente ed oculato.

Prima di vendere un prodotto bisogna vendere un’emozione e stimolare la fantasia del cliente, che deve immaginarsi già con un abito addosso in una determinata situazione. Una vetrina eccessivamente affollata o un negozio disordinato renderebbero l’esperienza di acquisto oppressiva, col rischio di allontanare il cliente che non vede l’ora di andare via.

Il neuromarketing studia il comportamento dei clienti e fornisce informazioni utili sull’allestimento di una vetrina. Il cervello elabora in maniera velocissima e le decisioni vengono prese spesso a livello inconscio, quindi bisogna stimolare nel modo giusto i sensi di un potenziale acquirente.

Le emozioni olfattive nel neuromarketing sono un esempio calzante di come sia più facile spingere i clienti all’acquisto toccando le corde giuste della loro emotività. Scopriamo quali sono gli altri fattori da tenere a mente.

Neuromarketing in vetrina: le forme ed i colori più indicati

Per quanto riguarda le forme hanno un grande impatto visivo i contrasti tra oggetti grandi ed oggetti piccoli. In alternativa si può utilizzare il fuori scala, ingrandendo un oggetto piccolo oppure rimpicciolendo un oggetto grande. Sono piccoli stratagemmi che stimolano la curiosità del cliente.

Tra i colori invece il rosso è quello che spicca di più rispetto agli altri e viene percepito subito dal cervello, di conseguenza attira l’attenzione rappresentando un elemento degno di nota.

La semplicità

Può sembrare banale ma la semplicità è un fattore vincente in ambito di neuromarketing. Come detto precedentemente una vetrina troppo piena provocherebbe un senso di oppressione, mentre un allestimento pulito ed ordinato si presenta più piacevole da guardare e mette maggiormente in risalto gli oggetti presenti.

L’importanza del movimento

Una vetrina deve essere dinamica e dare il senso di movimento con manichini intenti a compiere un’azione o elementi scenografici digitali o mobili. Giocando con le forme ed i colori si possono ottenere effetti dinamici molto suggestivi.

Gli stessi manichini, posizionati in modo dinamico e con lo sguardo diretto verso il prodotto in vendita, spingono l’attenzione verso la vetrina o verso un display invogliando il cliente ad entrare in negozio ed acquistare.

La ripetizione

Un altro elemento importante da valutare nel neuromarketing in vetrina è la ripetizione: un oggetto che è costantemente sotto ai nostri occhi diventa familiare. Devono cooperare in maniera proattiva le aree del visual merchandiser e del marketing per rendere visibile un oggetto: dalla pubblicità ai media fino alla vetrina.

Quel prodotto rappresenta quasi una necessità e soprattutto diventa familiare, quindi si opera una sorta di fidelizzazione automatica che spinge il cliente all’acquisto.

Fonte foto: pixabay

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