Partita IVA comunitaria: guida alla fatturazione per operazioni estere

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Normalmente per avviare un’attività commerciale il primo passo da fare è quello di aprire partita IVA, ossia fissare per ogni oggetto in vendita un numero identificativo univoco ai fini dell’impostazione fiscale.

A seconda del paese europeo, estero o extra-europeo in cui il venditore vuole concentrare i suoi affari, esistono obblighi diversi per la partita IVA comunitaria e in questo articolo introdurremo una breve guida alla fatturazione per operazioni estere.

Questa guida comprenderà gli obblighi IVA per prestazioni verso o del committente e le operazioni di quest’ultimo nel caso di una o più esecuzioni. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Partita IVA comunitaria: committente italiano e/o estero

La prima cosa da fare prima di emettere qualsiasi partita IVA comunitaria, è distinguere se si sta trattando con un venditore italiano o straniero. Nel primo caso è il committente italiano a essere debitore d’imposta: se l’operazione è europea la fatturazione dell’IVA avviene con inversione contabile, se extra-UE l’autofattura. Nel secondo caso, al contrario, c’è sempre l’obbligo dell’inversione contabile, ma se l’operazione è extra-europea, allora la fattura va fatta con l’indicazione “operazione non soggetta”.

Per decidere quali tasse pagare, il committente deve sempre segnare sia quando un’operazione è detta effettuata, la fattura integrata, registrata, etc, e al tempo stesso quando il servizio si considera ultimato e come vengono calcolati i corrispettivi in termini di partita IVA comunitaria.

Obblighi del committente

La guida alla fatturazione per operazioni estere propone un breve riassunto delle operazioni che il venditore deve seguire:

  • La fattura va numerata, integrata con il corrispettivo valore in euro e la partita IVA;
  • Annotazione della fattura entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricezione, indicando anche il corrispondente valore in valuta estera, nel registro vendite IVA;
  • La medesima fattura va segnata in modo separato nel registro acquisti IVA, compresa integrazione, per poter gestire eventuali detrazioni fiscali;
  • Emissione dell’autofattura entro il 15 del terzo mese successivo a quello di avvenuta operazione, seguita dall’annotazione della medesima prima del termine di emissione e con riferimento al mese precedente.

Se le compra-vendite avvengono in tempi prolungati o con periodicità, l’effettuazione dell’operazione andrà a coincidere esattamente con la maturazione del corrispettivo. Se, invece, l’operazione è singola, allora si parlerà di ultimazione direttamente.

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