Pubblicità emozionale: 5 brand che hanno colto nel segno

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Pubblicità emozionaleLa pubblicità emozionale è una chiave di lettura fondamentale quando si parla di marketing per negozi o per brand in generale.

In un mercato così saturo e competitivo, risulta davvero complicato trovare idee innovative o realizzare prodotti diversi dalla concorrenza.

Bisogna puntare su qualcosa di veramente nuovo, rivoluzionario, ma soprattutto capace di toccare le corde giuste delle persone: la pubblicità emozionale.

Con questo termine si fa riferimento alle campagne di marketing che puntano su temi molto caldi oggi, come l’inclusività, la lotta al razzismo ed i pregiudizi in generale.

Del resto marketing significa principalmente comunicazione ed i brand devono comunicare con i loro clienti parlando la stessa lingua e trattando temi a loro cari.

Ecco quindi 5 esempi di pubblicità di contenuto emozionale ideate da vari brand, che hanno seguito strade differenti per arrivare alla stessa meta: il cuore della gente.

T-Mobile trasforma il “pesce d’aprile” nel “giorno del ringraziamento”

T-Mobile è un operatore multinazionale di telefonia mobile che si è imposto sul mercato avendo capito l’importanza di creare contenuti inclusivi.

Le campagne pubblicitarie del gruppo sono state sempre particolarmente originali e destinate a rompere gli schemi. In tale ottica va vista la pubblicità di T-Mobile lanciata lo scorso primo di aprile.

Piuttosto che “ingannare” i propri clienti con false notizie e scherzi tipici del pesce d’aprile, la multinazionale ha lanciato la campagna #GivesThanksNotPranks.

Piuttosto che scherzi è meglio elargire ringraziamenti a chi, nel periodo di pandemia, si è speso a favore degli altri. La campagna era infatti finalizzata a raccogliere fondi da destinare a tutti gli educatori ed agli insegnanti delle scuole pubbliche che, nel periodo di lockdown, si sono adattati ai cambiamenti garantendo comunque ai ragazzi un adeguato insegnamento.

Per ogni post con l’hashtag #GivesThanksNotPranks la T-Mobile si è impegnata a donare 5 dollari e gli stessi clienti con un semplice messaggio potevano donare la stessa cifra.

L’iniziativa è stata estesa per una settimana, dopodiché T-Mobile ha condiviso i risultati della campagna per garantire la massima trasparenza ai suoi utenti.

P&G: stop ai pregiudizi contro le persone di colore

Molto apprezzata anche la campagna di P&G, multinazionale statunitense di beni di largo consumo. L’azienda ha sposato la causa delle persone di colore, mai così attuale come in questo momento negli USA.

Per l’occasione il brand ha realizzato un breve video che racconta 3 storie di altrettante persone di colore: degli adolescenti in un negozio, una donna incinta con diversi bambini al seguito ed un ragazzo intento a guidare un’auto.

Le premesse iniziali non sono delle migliori e, cavalcando i pregiudizi delle persone, il video lascia intendere che da lì a poco potrebbe succedere qualcosa di poco piacevole.

Nulla di tutto questo: i due adolescenti nel negozio si erano dati appuntamento con un amico, la donna aspettava il marito amorevole ed il ragazzo si stava recando a casa della famiglia per una festa con amici e parenti.

La campagna si chiama “Widen The Screen”, cioè “Allarga Lo Schermo”. Lo schermo idealmente è la nostra mente, che deve essere più “aperta” per non cadere nei soliti preconcetti verso persone di colore.

Volvo, la cintura di sicurezza salva vite umane

Volvo inventò nel 1959 le cinture di sicurezza a tre punti e, considerando la portata rivoluzionaria di quella invenzione, decise di condividere il brevetto con tutte le altre case automobilistiche.

Eppure paradossalmente, pur essendo uno strumento in grado di salvare vite umane, molte persone ancora oggi non la usano o la considerano una scocciatura.

Per ribaltare questi concetti Volvo ha lanciato la mostra Fotografiska New York, caratterizzata da ritratti e audio di 15 persone che invece sono ancora vive proprio perché indossavano le cinture di sicurezza.

Volvo ha quindi preferito dare voce ai suoi stessi clienti, impattando in maniera importante sul pubblico soprattutto da un punto di vista emotivo.

Pubblicità emozionale, esempi di inclusività: H&M si schiera a favore della comunità LGBTQ

H&M è un’azienda svedese famosa per le sue campagne trasgressive e fuori dagli schemi. Lo scorso giugno ha lanciato la campagna “Beyond the Rainbow”, cioè “Oltre l’Arcobaleno”, a sostegno della comunità LGBTQ.

Piuttosto che rivendicare la libertà sessuale di ogni persona, la campagna punta ad evidenziare l’assurdità stessa di dover lottare per imporre il diritto di essere se stessi.

Alla campagna hanno partecipato influencer, attori ed artisti a sottolineare la forza dirompente del messaggio di H&M. Del resto gli influencer hanno sviluppato un’influenza sempre maggiore sulle abitudini d’acquisto delle persone e addirittura sul loro modo di pensare.

TFL, basta crimini d’odio

La TFL, azienda responsabile dei trasporti pubblici a Londra, ha lanciato la campagna #TogetherAgainstHate per prevenire e sensibilizzare sui crimini d’odio nei confronti dei dipendenti dei trasporti pubblici.

Sui mezzi pubblici londinesi si registrano sempre più abusi, aggressioni e violenze ai danni del personale da parte di passeggeri ubriachi o sbandati.

Le persone per bene vengono invitate a fare fronte comune contro questo fenomeno, segnalando immediatamente episodi di inciviltà ed aggressioni per essere solidali verso il personale.

É una campagna in generale contro tutti i crimini d’odio nei confronti delle persone che ogni giorno svolgono regolarmente il loro lavoro.

Questi sono alcuni esempi dai quali prendere spunto per le proprie campagne di marketing, spingendo sempre più sui concetti di inclusività e difesa delle minoranze, temi che uniscono e che attraggono i consumatori di oggi.

Fonte foto: Pixabay

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