Schemi espositivi in vetrina: cosa sono e come sfruttarli al meglio

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Quando si parla di esposizione in vetrina uno degli aspetti fondamentali da considerare è il bilanciamento estetico. Con questo termine si definisce l’uso dello spazio creato dall’alternanza di strutture, oggetti di scena e prodotti effettivi.

Tra le cose più importanti da tenere a mente c’è sicuramente il concetto di pieno e vuoto: non sono solo gli oggetti e gli elementi scenici ad attirare l’attenzione, ma anche gli spazi lasciati vuoti (volutamente o per errore) per questo si rende necessario trovare il giusto equilibrio.

Infatti, a seconda di come viene utilizzato lo spazio in vetrina, è possibile influire in maniera differente sul comportamento che avrà il passante ovvero se verrà invogliato ad entrare oppure se ignorerà completamente l’esposizione.

È necessario ricordare che l’occhio umano cerca sempre l’ordine e il bilanciamento, riconosce questa geometria come piacevole.

Ogni vetrina, per essere esteticamente equilibrata, deve seguire un ritmo che alterna il vuoto con il pieno in cui per vuoto si intende lo spazio di respiro tra un prodotto ed un altro e per vuoto l’intervallo ritmico che permette di riposarsi dallo stato di attenzione sull’oggetto.

Nell’articolo di oggi voglio introdurti ai 3 principali schemi espositivi che ti aiuteranno nella creazione delle tue vetrine.

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Schema Simmetrico

Louis Vuitton, foto di Epic Linen blog

Con il termine di esposizione simmetrica si intende una vetrina che, ipoteticamente tagliata in verticale a metà, presenta il bilanciamento perfetto e quasi speculare in entrambi i lati.

Ad esempio un manichino posizionato al centro come linea di separazione e 2 oggetti di simile grandezza e stesso “peso estetico”  posizionati ognuno ad ogni lato.

In questo modo la lettura da parte del passante sarà attratta dalla linea centrale creata dal manichino e secondariamente dagli oggetti complementari.

Schema Asimmetrico

Foto di Tzu Yen via comunicacaoexponencial.com

Per schema asimmetrico si intende una vetrina completamente opposta a ciò che è il concetto di simmetria ovvero una vetrina che volutamente crei un percorso che guida lo sguardo da un punto all’altro.

Ad esempio posizionando un primo elemento a sinistra e sfruttando le linee virtuali lungo la larghezza, conducendo lo sguardo fino a destra, dove posizioneremo l’oggetto di punta.

Apparentemente sbilanciato ma se gestito calibrando gli spazi pieni e vuoti il risultato è molto efficace e dinamico.

Schema Piramidale

Mango, Milano foto di Marica Gigante

Per schema piramidale si intende un’esposizione che di fatto richiama una piramide o un triangolo ovvero con una base più ampia e un vertice più sottile.

Questa forma può essere creata da un manichino e podi più bassi a scalare (per creare appunto una base più larga).

Il vantaggio di questo metodo espositivo è che funziona sia in uno schema simmetrico che asimmetrico perché permette di guidare l’attenzione dove si vuole creando un percorso che l’occhio seguirà naturalmente.

Tieni a mente questi concetti per disegnare la tua prossima vetrina e misura tu stesso i risultati che otterrai.

Non c’è miglior modo che provare e vedere.

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