Softlayer: il servizio IBM cerca la scalata nel settore del cloud computing

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Con l’acquisizione di Softlayer, IBM ha compiuto un passo deciso nella scalata nel settore del cloud computing, facilitando l’allocazione delle macchine virtuali sulla propria piattaforma cloud e un particolare interesse è stato dimostrato da Big Blue (nickname di IBM) nei confronti del mercato italiano, con l’inaugurazione il 16 Giugno 2015 a Milano del primo cloud data center basato su Softlayer.

Un unico obiettivo: maggiore flessibilità di utilizzo alle aziende 

Lo scopo che si prefigge di ottenere la IBM è quello di attrarre verso i suoi servizi di cloud, tutte quelle aziende che si rivolgono a piattaforme di cloud ridondante, per prevenire rischi e ridistribuire carichi di lavoro e risorse, su diverse piattaforme. Grazie al Cloud OpenStack Services le aziende potranno inseguire i server virtuali interni su OpenStack e/o esterni su uno dei data center SoftLayer. Gli sviluppatori che lavorano con Bluemix potranno implementare macchine virtuali OpenStack all’interno o su SoftLayer, in un contesto di lavoro di cloud ibrido. Secondo uno studio recente realizzato da RightScale infatti, l’82% delle organizzazioni adotterà una strategia multicloud quest’anno, in crescita del 74% rispetto al 2014.

L’italia, un paese in cui investire 

La scelta di investire in Italia nel settore cloud da parte di IBM è stata chiara e forte. Ha inaugurato infatti il 16 Giugno a Milano il primo cloud data center basato su Softlayer, un’infrastruttura di 6600mq capace di ospitare 11000 servers con un fabbisogno energetico di 4.5 megawatt e 40 Gbps di velocità trasmissiva, il tutto per un investimento di circa 50 milioni di dollari. Numeri importantissimi ai quali vanno sommati quelli relativi all’occupazione: 400 neolaureati assunti solo nel 2015 con un volume di affari annuo riversabili sui costi del lavoro pari a quasi un punto percentuale del PIL italiano.
Il tutto realizzato in tempi strettissimi anche grazie alla certificazione Tier IV in grado di ottemperare ai massimi standard in termini di sicurezza e latenza, ottenuta anche grazie all’acquisizione di Cross Ideas, altra realtà italiana specializzata nel data security.

E questo è solo un esempio di quanto questo settore possa fare da traino per l’Italia verso un avanzamento tecnologico e una migliore competitività sul mercato dell’IT, da cui ne deriverebbero sicuramente vantaggi per tutto il settore finanziario e di sviluppo del bel paese.

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