Visual merchandising, come ripensarlo ai tempi del Covid

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Visual merchandisingL’epidemia da Coronavirus ha imposto nuovi modi di pensare, ma soprattutto nuovi modi di agire.

Questo riguarda anche il visual merchandising, che ha subito una profonda trasformazione, sia per adeguarsi alle normative anti-Covid, sia per venire incontro alle nuove esigenze dei consumatori.

Resteranno sempre valide le tecniche di base, come il neuromarketing che batte soprattutto sull’aspetto emotivo per convincere il cliente ad acquistare.

Tuttavia è necessario cambiare la propria “forma mentis”, ripensare ed ottimizzare gli spazi a disposizione ed avere il coraggio di cambiare. Dalle crisi nascono sempre opportunità, quindi è opportuno trovare nuove strade per esporre e presentare gli articoli in vendita con creatività e fantasia.

I cambiamenti sono sempre più veloci e quindi, in un’ottica darwiniana, i negozi devono imparare a cambiare pelle e adattarsi alla nuova situazione in poco tempo.

Prima o poi si tornerà alla normalità e le persone riprenderanno a muoversi liberamente nei negozi, senza guanti, mascherine, gel sanificante o distanziamento sociale. Il ritorno alla normalità però sarà graduale e soprattutto richiede molto tempo.

Nell’attesa bisogna predisporre in modo diverso le vetrine del negozio, trovando il giusto equilibrio tra estetica, presentazioni accattivanti e rispetto delle norme anti-Covid.

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I nuovi scenari ai tempi del Covid

Prima di conoscere le tecniche e le strategie di allestimento delle vetrine, è importante comprendere i nuovi scenari ed i comportamenti dei clienti. Non è così difficile entrare nella loro mente, in fondo siamo tutti consumatori.

Per prima cosa i clienti hanno paura degli assembramenti, quindi difficilmente entreranno in un negozio affollato e pieno di persone, o dove c’è poco spazio per muoversi. Contingentare le entrate e le uscite è quindi il primo passo per rendere accogliente il punto vendita, ma anche per tutelare la salute di clienti e dipendenti.

Il cliente deve sentirsi in un luogo sicuro. La sanificazione continua dei locali e delle vetrine è quindi il secondo passo da compiere.

Non tutti i clienti riescono a “capire” la nuova struttura di una vetrina, quindi occorre un po’ di pazienza prima di centrare l’obiettivo. Strategia ed innovazione sono le parole chiave per un visual merchandising di successo.

Visual merchandising, come esporre i prodotti

Bisogna ripensare le distanze tra le attrezzature espositive, scegliendo modelli capaci di ottimizzare gli spazi. Di conseguenza si riduce lo spazio per l’esposizione dei prodotti. Questa potrebbe sembrare una cosa negativa, ma bisogna fare di necessità virtù.

Sarebbe un’ottima idea infatti esporre solo i prodotti più in vista, più accattivanti da un punto di vista estetico o dell’ultima collezione di un brand importante.

In questo modo l’occhio di chi passa al di fuori della vetrina cade più facilmente proprio su quel prodotto e nasce in lui la voglia di scoprire gli altri articoli esposti. A tal proposito è importante capire anche come esporre gli accessori in negozio, articoli generalmente di piccole dimensioni capaci però di impreziosire qualsiasi oggetto.

Come ottimizzare lo spazio

Chi ha un negozio di grandi dimensioni ha più margini di manovra, mentre chi ha un punto vendita piccolo deve affrontare più problematiche. Anche in questo caso bisogna trasformare una criticità in un’opportunità.

Con meno spazio a disposizione c’è la possibilità di concentrarsi maggiormente sull’area espositiva, che può essere allestita con più cura ed attenzione.

I clienti vengono così attratti più facilmente ed aumentano le opportunità di vendita rapida, fornendo scelte selezionate e mirate che facilitano la decisione di acquisto.

Per ottimizzare gli spazi è consigliabile installare display nei punti vendita che, oltre a trasmettere e comunicare strategie di marketing, devono indicare le regole da seguire e gli interventi igienici di sanificazione effettuati negli ambienti. I consumatori si sentono rassicurati ed acquistano senza alcun timore.

Anche i camerini sono stati ripensati in chiave moderna e soprattutto smart. Molti negozi di abbigliamento si sono infatti dotati di camerini hi-tech, in cui è possibile indossare virtualmente dei capi d’abbigliamento senza la necessità di toccarli.

Gli specchi intelligenti sono in grado anche di suggerire la taglia migliore, consigliando in alcuni casi quali sono gli accostamenti più fashion e idonei alla persona.

L’importanza dell’empatia

I consumatori si sentono “smarriti” in quest’epoca così incerta. Da un lato c’è la voglia di tornare alla normalità, d’altro lato c’è la comprensibile paura di entrare in luoghi e negozi dove sono passate altre persone.

Bisogna quindi partire da lontano, lanciando campagne di marketing che empatizzano con i clienti, creando un senso di serenità e tranquillità.

La vetrina è il primo contatto col consumatore, quindi deve diventare uno strumento per creare un coinvolgimento emotivo, toccando le corde giuste.

Il messaggio deve far capire al cliente che si sta facendo di tutto per tornare alla normalità e si sta lavorando per creare le condizioni di sicurezza necessaria.

Il consumatore, dopo aver recepito il messaggio, sarà più intenzionato ad entrare nel negozio, apprezzando la forza di volontà degli esercenti, e soprattutto comprendendo le enormi difficoltà che stanno attraversando per superare questo periodo di crisi.

Fonte foto: Pixabay

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